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Analisi tecnica indicatori

Trovarsi per la prima volta ad investire con il trading online, può generare qualche comune dubbio. Dopo aver compreso cosa significa investire o speculare su uno strumento finanziario, lo step immediatamente successivo, ma meno facile da comprendere ed eseguire, è: cosa determina l’apertura di una posizione? La risposta a tale quesito è il nostro argomento del giorno: l’ analisi tecnica. In realtà, sono due i metodi di base attraverso i quali un trader può determinare il suo ingresso sul mercato, e si tratta dell’analisi tecnica e dell’analisi fondamentale. Ci soffermeremo, in questa guida, sulla prima modalità, cercando di spiegarne i contenuti, in particolar modo in riferimento agli indicatori.

Analisi tecnica: l’utilizzo dei grafici

L’analisi tecnica si basa essenzialmente sullo studio, attraverso i grafici, della storia dei prezzi. Gli investitori che sostengono l’ analisi tecnica hanno la convinzione che, un trend del passato che si ripete nel presente, darà il medesimo risultato. Di conseguenza, con questa modalità si legge il passato per prevedere il futuro e per scegliere come e in che direzione eseguire un’operazione finanziaria.

L’economista Charles Dow viene considerato il primo estimatore dell’analisi tecnica, nonché il suo creatore, poiché molti contenuti di tale tecnica di previsione sono stati estrapolati dalla cosiddetta teoria di Dow. Le chiavi di lettura dei grafici dell’analisi tecnica, sono rappresentate dagli indicatori, che non sono altro che degli strumenti basati su calcoli e modelli statistici, attraverso i quali è possibile interpretare un trend in un mercato finanziario.  Gli indicatori si suddividono in due principali famiglie:

  • Indicatori leading: strumenti di previsione basati sulla statistica, ovvero sullo studio di trends passati, per determinare quelli futuri.
  • Indicatori lagging: strumenti di previsione utilizzati per l’analisi dei segnali di un trend attuale.

Fanno parte degli indicatori leading l’Oscillatore stocastico e l’RSI. Sono invece indicatori lagging la media mobile, il MACD, l’ADX, il Supertrend e il Parabolic Sar.

Studiare i movimenti dei prezzi con gli indicatori

In base alla loro funzione, gli indicatori vanno a far parte di cinque diverse categorie:

  • Indicatori di Trend: vengono utilizzati per identificare un trend e per riconoscere il trend dominante.
  • Indicatori in Assenza di Trend: più comunemente definiti oscillatori, aiutano a determinare le condizioni di ipercomprato e ipervenduto e, se associati ad altri indicatori, possono segnalare il punto di inizio di un trend.
  • Indicatori di Volume: si utilizzano per studiare i volumi che contraddistinguono un movimento.
  • Indicatori di Volatilità: sono utilizzati per stabilire i due margini all’interno dei quali è preferibile operare un investimento. Importante esempio di una strategia che verte sulla volatilità è quella basata sull’indice VIX.
  • Indicatori di Ciclo: rappresentano una categoria a sé, basata sullo studio della ciclicità degli avvenimenti.

In questo contesto, crediamo sia importante puntualizzare la differenza tra indicatori e oscillatori. I primi rappresentano delle costruzioni matematiche volte a studiare il movimento di un prezzo. Gli oscillatori, come abbiamo visto, sono una categoria di indicatori, importantissimi per individuare i punti chiave del trend dominante (rialzo, ribasso, indebolimento).

Oltre a quelli già citati, inseriamo all’interno degli indicatori più utilizzati nel trading online anche le Bande di Bollinger e il Fibonacci.

Per imparare a leggere i grafici di analisi tecnica, vi consigliamo di aprire un account demo su uno dei broker presenti sul web. Avrete in questo modo accesso a numerose guide e video illustrativi su come sfruttare le tecniche di previsione per gli investimenti e capire in che modo eseguire un’operazione finanziaria con il trading online.
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